Categoria: INTERVISTE

Attacchi mediatici, i prezzi del mercato e la nostra Europa League. 4 chiacchiere con l’Avv. La Scala – Seconda parte

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Avv.-Giuseppe-La-Scala




Mentre l’avvocato risponde ad una telefonata che ci interrompe, mi alzo e ne approfitto per guardare un po’ in giro per lo studio. Noto delle foto molto belle, appese alle pareti. Due in particolare attirano la mia attenzione. Ovvero due scatti in cui si vede l’avvocato mentre pratica uno sport che, da amante del mare, ho sempre ammirato, il windsurf. E dalle foto sembra proprio che se la cavi anche molto bene. Lo apprezzo molto.
Intanto la telefonata finisce, torno al mio posto e chiedo a Giuseppe cosa ne pensa degli attacchi mediatici che da mesi colpiscono il Milan.

LS: Gli attacci sono dovuti molto semplicemente dal fatto che in questo mondo (tradizionalista e che vede la novità con sospetto), c’è chi vede messo a repentaglio il proprio monopolio dovuto alle carenze della concorrenza.
Gente come Fassone e Mirabelli rovescia questo sistema. Rovesciano le relazioni coi procuratori, rovesciano il modo di fare le trattative, rovesciano gli intrallazzi e rovesciano il rapporto con i tifosi, che non sono trattati più come dei coglioni, ma come soggetti a cui rendere conto.
P: E’ parso anche a me che il trattamento riservato ai tifosi sia un rapporto in cui essi vengono trattati non più come clienti, ma come azionisti!
LS: E la risposta di tifosi che abbiamo visto a San Siro ad agosto credo sia stata importante. Poi se ci mettiamo anche quello che hanno intenzione di fare in Asia…
P: E lo stadio anche…
LS: E lo stadio!
P: E del mercato invece? Che mi dice?
LS: Del mercato sono contentissimo. Anche se pure io speravo nell’arrivo della grande punta. Abbiamo comunque Andrè Silva che mi pare avere una tecnica e delle movenze da grande giocatore, e poi anche un Cutrone che sembra baciato da Dio.




P: Che tipo di attaccante le piace in generale?
LS: Quelli che prendono per mano la squadra e la fanno salire. Sarei banale nel dire quelli alla Van Basten, ma mi piacciono proprio quel genere di attaccanti come Ibra che fanno reparto da soli. Poi uno come Belotti lo avrei visto proprio bene!
P: Ci hanno provato a prenderlo! E’ un tantino caro…
LS: Non so Cairo dove pensa di andare…
P: Ma se i prezzi che girano son quelli io come faccio a dargli torto?
LS: Vero! Dopo Neymar, Mbappè e Dembele se ci pensi i prezzi sono aumentati almeno del 20%. Anche Fassone e Mirabelli si trovano nella posizione di aver acquistato giocatori che in 2 mesi valgono almeno il 20% in più.
P: Ed io sono convinto che il Milan abbia pagato il giusto valore di ogni calciatore arrivato questa estate! Bonucci poi proprio un affare!
LS: Coi prezzi che girano hanno fatto un mercato eccezionale. Di qualità. Scommetto molto sui nuovi terzini, che in 2 partite hanno fatto vedere molto più di quello che ha mostrato De Sciglio in 5 anni.
P: Non ci voleva molto…
LS: Biglia invece renderà quello che deve. Ha una grande testa e serve proprio per quello. Le vere scommesse sono il portoghese e il turco.
P: Se esplodono loro due è colpo grosso!
LS: Il mio pensiero ora è la Lazio, che è una squadra con determinate caratteristiche. Montella ora deve dimostrare qualcosa.
P: Se non fai una partita di un certo tipo con la Lazio rischi. Il mio pensiero invece è un altro. Io spero davvero che si prenda l’Europa League molto seriamente… Anche perché è un trofeo che manca.
LS: Ma se una squadra ha in organico 25-26 giocatori di buona qualità credo debba essere attrezzata per fare un buon percorso in Europa. Ci è andata di lusso di non aver beccato squadre che richiedano grossi tragitti… Una botta di culo! Secondo me l’Europa League è un trofeo in cui si possa fare un buon cammino!
P: Inoltre se tra un anno vuoi far bene in Champions, giocare l’Europa League quest’anno fa solo bene per riprendere ritmo europeo!




LS: Il pensiero ora va a Montella. Tocca a lui. Non vorrei essere al suo posto!
P: Ora è lui che deve far si che questa rosa funzioni. Non sarà semplice ma la tecnica dei giocatori che ci sono dovrebbe semplificare il processo. Se ci pensiamo fu complicato già per Allegri quando arrivò alla Juventus, trovandosi una squadra già pronta. Figuriamoci con 11-12 giocatori nuovi…
LS: Dei quali molti non hanno mai giocato nella Serie A. Insomma, staremo a vedere!

Pietro Riillo
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Mercato, modulo, Elliott e la nuova società. 4 chiacchiere con l’Avv. La Scala – Prima Parte

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giuseppe la scala




Dopo 5 mesi sono tornato a fare quattro chiacchiere con l’Avv. Giuseppe La Scala, piccolo azionista rossonero, che ci ha aperto le porte del suo studio a Milano.
Nell’intervista di marzo ci eravamo soffermati sul bisogno di cambiare che c’era per il Milan. Il closing non era ancora avvenuto e pure i dubbi sui cinesi erano molti. Anche questa volta, comunque, di cose di cui discutere, ce ne sono state molte. Dalla partita, al mercato, dai moduli alla nuova società, ecco le nostre quattro chiacchiere con l’Avv. La Scala!

LS: Hai visto la partita?
P: Certo che l’ho vista!
LS: Cosa ti è sembrato?
P: Maluccio! Ma credo sia normale.
LS: Sì, anche se Montella un po’ mi ha deluso…
P: Su cosa?
LS: Capisco imporre il gioco, però ho avuto l’impressione che rispetto al modulo con cui giocava il Cagliari, ci fossimo poco preparati sugli avversari. Ieri tra l’altro ho ascoltato la trasmissione “Tattica con Bottoni” su Radio Rossonera, dove è incredibile come il tecnico sia riuscito a spiegare nella trasmissione cose che in 50 anni che seguo il calcio, non mi ero mai accorto. Ora capisco come un bravo allenatore possa guadagnare 3 milioni all’anno…
P: Ma infatti molti allenatori che sanno di avere lacune dal punto di vista tattico, si fanno affiancare da analisti e tattici del genere!
LS: Certo! Sempre Bottoni in trasmissione affermava come ad esempio Conte non avrebbe affrontato la partita col Cagliari in questo modo!
P: Infatti leggo di come molti si stiano lamentando del modulo! Il 4-3-3 a molti ha stancato. E ad essere sinceri anche a me!
LS: Io sono convinto di una cosa! Bonaventura e Calhanoglu a sinistra non possono giocare come abbiamo visto nelle partite precedenti!
P: Calhanoglu credo dovrebbe provarlo trequartista, ha quelle caratteristiche.
LS: Tipo facendo il 3-4-1-2?
P: Sì, il 3-4-1-2 è una variante del 3-5-2 con un uomo del centrocampo messo sulla trequarti.
LS: E in una formazione così Biglia dove gioca?
P: Biglia gioca in mezzo al campo insieme a Kessie.
LS: Ok, quindi tu metti Biglia-Kessie in mezzo, i terzini (Conti-Rodriguez, ndr) ai lati, poi Calhanoglu o Bonaventura trequiartista…
P: Ma anche Suso all’occorrenza… E poi mettere o le due punte classiche, oppure una punta fissa ed una più esterna.
LS: Come infatti Bottoni diceva che il Cagliari gioca cone le due punte aperte! Col 4-3-1-2 con le punte aperte!
P: Secondo me Montella si è fossilizzato sul 4-3-3. Si son giocate oltre 10 partite tra amichevoli e ufficiali fin’ora. In una sola occasione ha provato il 3-5-2, tutte le altre col solito 4-3-3.




P: Comunque, cambiando argomento, nella nostra intervista di marzo avevamo parlato del nuovo Milan che sembrava dover nascere, il closing non c’era ancora stato! Ora cosa mi dice? Dal punto di vista societario che impressione si è fatto in questi primi mesi?
LS: Guarda, a me sembra che la guida di Fassone abbia dato un’impressione di stabilità su cui non molti ci avrebbero scommesso. Che ci fosse in mente un progetto di rilancio della squadra, era evidente…
P: Ma non di questo livello…
LS: Non di questo livello, certo! Diciamo che nei primi 100-150 giorni, hanno fatto cose che nessuno ci si aspettava! Ci si aspettava magari 5-6 innesti…
P: O magari 3-4 innesti ogni anno per 2-3 anni!
LS: Però è anche vero che da questo punto di vista Fassone non può aspettare molto! Cioè, la società ha una struttura finanziaria e di ricavi che necessita di un rilancio immediato! L’unico approccio possibile nel caso specifico del Milan era quello di spendere per puntare su risorse, marchio e immagine!
P: Poi doveva anche sfruttare la possibilità di non essere soggetto al Fair Play Finanziario…
LS: Ovvio, inoltre in questa stagione ci sono 4 posti in Champions League. Quindi l’idea è chiara, bisogna fare tutto e subito. Non avrebbe senso scaglionare gli acquisti in 3 anni. Piuttosto scaglioni i pagamenti! Cosa che sono riusciti a fare benissimo!
P: Tra l’altro è di poche ore fa la voce per cui dovrebbero ripagare il debito con Elliott.
LS: Si ma secondo me non lo ripagano…
P: Rifinanziano?
LS: Esatto, trovano qualcuno che lo rifinanzi a condizioni migliori, tipo il tasso di interesse dell’11,5%, con un tasso più basso (il 7, l’8%). Poi bisogna vedere se Yonghong Li riesca a ricomporre intorno a se la compagine di investitori della quale era l’esponente.
P: E questo dipenderà anche da cosa decideranno a Pechino.
LS: Sì, dipenderà molto dagli esiti del congresso del Partito Comunista Cinese tra ottobre e novembre. Che sono gli stessi problemi che ha avuto Suning, eh!
P: Ma certo. E’ anche vero che i problemi che ha ora Suning non li ha avuti (a differenza di Li) al momento dell’acquisto dell’Inter. Perché all’epoca ancora non vi erano blocchi. Suning trovò tutto pronto grazie al lavoro di Thohir. Cioè non è stato come col Milan, per cui è stato Yonghong Li a bussare alla porta di Berlusconi, ma è stato Thohir ha prendere l’Inter, risistemare i conti e trovare lui stesso Suning a cui vendere il 68% della società.
LS: Però devo dire che nessuno si sarebbe immaginato che Fassone, attraverso un modo di operare molto all’americana, riuscisse in così poco tempo a cambiare i connotati societari. Poi dal punto di vista della comunicazione il cambiamento è stato radicale.




P: Ed è qui che volevo arrivare… Prima c’erano le perplessità del periodo pre-closing, in cui la comunicazione degli acquirenti era quasi nulla…
LS: Io infatti ero uno degli esponenti di chi si lamentava per il fatto che il Milan da una parte e i cinesi dall’altra si comunicasse così poco. Poi devo dire che Fassone si è fatto perdonare. E la mia sorpresa è stata soprattutto questa. Credevo che la stitichezza comunicativa dipendesse dal fatto che Fassone fosse il classico piemontese molto sulle sue. Invece dal punto di vista comunicativo è sorprendente. Davanti allo schermo trasmette sincerità, autorevolezza e autenticità!
P: E competenza… E poi c’è da dire che Fassone e Mirabelli al Milan possono vantare poteri che non avevano mai avuto prima. Fassone ad esempio ha mano libera.
LS: Infatti ha rivoluzionato il management ingaggiando Mirabelli che ammetto di aver giudicato troppo presto e che oggi mi chiedo come sia possibile che altre squadre se lo siano lasciato scappare, ma anche Pasquale Campopiano, che se inizialmente credevo volesse cavalcare la situazione del Milan, oggi ho capito essere una persona umanamente con grande integrità morale e tanta voglia di lavorare. Poi anche Guadagnini, nella comunicazione è stato un grandissimo acquisto. L’unica cosa che ho rimproverato alla società è stato di aver sbagliato tempi e modi nel rapporto con Maldini.
P: E se fossero andati da Maldini dopo il closing?
LS: Sicuramente sarebbe stato maglio, anche se a Maldini bisogna comunque trovare un ruolo che non poteva limitarsi alla rappresentanza!
P: Niente di simile a Zanetti con l’Inter.
LS: Anche perché Maldini possiede un profilo professionale alto, che forse confligge sia con Fassone che con Mirabelli.

FINE PRIMA PARTE
La seconda parte dell’intervista sarà online alle 21:00 di lunedì 4 settembre!

Pietro Riillo
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Gigio, il closing, Galliani, azionariato popolare e Maldini: 4 chiacchiere con l’avvocato La Scala

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giuseppe la scala




Nel pomeriggio di ieri abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con l’avvocato Giuseppe La Scala, piccolo azionista ma grande tifoso rossonero. Di seguito riportiamo la piacevole, ed interessante, conversazione tenuta tra l’avvocato e il nostro blogger Pietro Riillo, toccando punti salienti come Juve-Milan di venerdì, il closing, Donnarumma, il passato e il futuro.

P: Innanzi tutto avvocato la ringrazio per disponibilità.
LS: Grazie a voi di esistere!
P: Volevo iniziare subito con una domanda a caldo su Juve-Milan. Come ha visto la squadra e che idea si è fatto di questa partita.
LS: (Ride!) Facciamo così, cerchiamo di vedere le cose dal punto di vista di chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno. Diciamo che si può anche perdere un punto così, all’ultimo secondo, se poi la sconfitta ci ha fatto stringere intorno alla personalità mostrata da Gigio. Le parole di Donnarumma e soprattutto il bacio alla maglia secondo me…
P: E’ un buon segnale?
LS: Vale più del punto che abbiamo perso! Ci sono delle sconfitte che valgono più di certi pareggi!
P: Anche noi l’abbiamo voluta vedere così, a volte non tutte le sconfitte vengono per nuocere. Anche se ho comunque letto alcuni “media” che per non buttare nel cesso mesi e mesi di rumors, riportano rapidi che quel bacio non conta nulla, che potrebbe illudere i tifosi…
LS: Ma certo Pietro, contrattualmente non vuol dire un cazzo, ma è un gesto che nel mondo del calcio può contare molto. Poi se Donnarumma lo ha fatto perché è un ragazzino di 18 anni che non sa frenare le sue passioni, meglio ancora. Siamo contenti di avere qualcuno che è autentico.
P: Lo ha fatto istintivamente perché lo ha voluto fare.
LS: E’ inequivocabile che gli juventini, tra l’altro, sapranno ricordare. Quella è una società che ricorda. E a me fa piacere che ricordi!
P: Molti tifosi bianconeri ho letto che non lo vorrebbero nemmeno più…
LS: Ma certo, d’altronde si sono fatti odiare da mezza Italia, e questo bacio sulla maglia può creare malumori per chi crede che il calcio ormai sia solo ingaggi e contratti vari.
P: Vero!
LS: Diciamoci la verità, poteva anche starci la sconfitta per il gioco visto in campo, noi ci lamentiamo per come poi è arrivata la sconfitta.




P: Questa però, avvocato, è la partita che si gioca sul campo. Oggi al Milan si può dire che non sia quella del campo la partita più importante, ma quella che si gioca fuori, negli uffici.
LS: Ovvio!
P: Come la vede lei? Che idea si è fatto dopo tutte queste polemiche e questi rinvii?
LS: Guarda, io ovviamente continuo a manifestare le mie perplessità, che sono le perplessità di tutti i tifosi che pensano giustamente di avere diritto a tutto un altro tipo di informazione e quindi un altro tipo di trattamento. I milanisti sono mortificati da anni in cui vengono trattati come bambini, dalla società prima, ma anche dalla cordata cinese. Che non ci ha spiegato niente di serio, si è limitata a dire che avrebbero riportato il Milan tra le più grandi squadre del mondo, ma non ci ha mica detto come intende farlo. In quanto tempo, con quali investimenti, da dove arrivano i soldi, se con o senza stadio di proprietà, se investendo sui giovani e su un progetto di medio-lungo periodo o se comprando subito campioni cercando di accelerare il più possibile il ritorno ai vertici. Nulla!
P: La comunicazione è stata pessima fin dal principio…
LS: Noi abbiamo bisogno di una guida societaria che con i tifosi entri in una relazione adulta, nella quale società e tifosi si parlino, si dicano sinceramente che cosa vogliono fare. I tifosi sono chiamati poi a valutare il comportamento della società e dei manager rispetto ai programmi che si sono dati, e la società e i manager rispondono degli errori che fanno e si assumono la responsabilità di ciò che fanno davanti ai tifosi che sono, e lo ripeto, i veri proprietari della squadra!

P: A proposito di manager, avvocato, io ho questo pensiero fisso. Il Milan nel 2005 era nella Top 3 dei fatturati nel mondo. Come si può passare dall’essere tra i primi club del pianeta, ad essere un club in costante crisi, che non riesce a trovare nemmeno 1 euro dal proprio fatturato da usare per il mercato? Anzi, dover ripianare ogni anno perdite per 70-90 milioni e mantenere comunque sempre gli stessi manager. Quale azienda si comporta così?
LS: Pietro, si vede soltanto nel calcio, in particolare soltanto nel Milan. Il Milan è un caso straordinario. Non c’è nessuna società al mondo che per 10 anni registra i risultati aziendali che ha registrato il Milan, e non cambia i manager. Non esiste! E ti dirò di più… Gli amministratori della Fininvest che stanno gestendo in questo modo la partecipazione, disinteressandosi ai suoi problemi, sono in una situazione di responsabilità. Per fortuna Fininvest è solida e non fallisce, ma se ipoteticamente fallisse, un qualsiasi curatore fallimentare andrebbe dagli amministratori Fininvest e gli chiederebbe come abbiano potuto permettere che la società fallisse, gestendo per 10-12 anni la partecipazione nel Milan in questo modo. Ogni anno dover tirar fuori 100 o 90 o 70 milioni di ripianamento perdite. E’ una cosa assurda, non si vede da nessuna parte!
P: Oggettivamente non ha senso! Penso che un fatturato da 200 milioni, nonostante non sia cresciuto in linea con gli altri top club europei, sia comunque un fatturato importante. Non riuscire a utilizzare nemmeno 1 euro da quel fatturato per il miglioramento della squadra è assurdo, come mantenere quei manager che rendono possibile tutto ciò!
LS: Pietro, è un fatturato importante 200 milioni solo se non paghi le “stecche” ai procuratori come le paghiamo noi.
P: Non lo volevo dire (Ride!)
LS: E’ un fatturato importante se non paghi certi stipendi come li abbiamo abbiamo pagati storicamente ai vari Luiz Adriano, Diego Lopez, e a tutti quei giocatori che non valevano quegli ingaggi.
P: E’ sempre stata una questione di continui cambi di rotta. Ad ogni proclamo di inizio anno si è sempre finito col dover ricominciare tutto d’accapo l’anno seguente.
LS: Guarda, l’altra volta ero ospite in tv e mi è capitato con grande preoccupazione di star seduto affianco a Moggi…
P: (Ride!)
LS: Al quale però sento dire cose molto intelligenti. Una di queste era che (riferendosi agli ultimi 10 anni), la parola “Milan” e la parola “progetto” sono parole che non hanno niente a che fare l’una con l’altra. Continuava dicendo che per avere un progetto serve almeno la stabilità in panchina. Se non mantieni lo stesso allenatore per almeno 3 anni, non puoi parlare di progetto.
P: 5 allenatori in 3 anni…
LS: No va be’, tra l’altro anche Brocchi lo hanno appena allontanato dal Brescia a rischio Lega Pro! Dai…




P: Io credo anche che l’amicizia tra Berlusconi e Galliani incida molto sulla posizione inamovibile dell’AD.
LS: Assolutamente, il rapporto tra i due è fortissimo. Ma c’è purtroppo anche una cultura d’impresa che è vecchia e ormai obsoleta. Non è più il calcio di una volta. Neanche con i soldi si fa quello che il Milan ha fatto quando aveva i soldi, figuriamoci senza soldi.
P: Serviva una gestione razionale, neanche troppo impegnativa per mantenere certi standard. E invece…
LS: Pietro, bastava una gestione onesta. Se ai tifosi milanisti dici che non puoi permetterti di spendere quattrini, però garantisci che non si sprecherà nulla, che si investe sullo scouting, con un progetto di medio-lungo periodo, i tifosi avrebbero quantomeno capito, se solo avessero visto un minimo di onestà e competenza. Io posso anche capire che in un certo momento non si abbiano a disposizione certi capitali. Ma non accetto che si dica che i soldi è meglio non metterli perché c’è una crisi profonda, quando invece 100 milioni all’anno finisci per doverli mettere comunque, perché la gestione che hai scelto porta queste perdite; si finisce poi ad avere la squadra per 3 anni fuori dall’Europa, sperando questo non sia il quarto.

P: Avvocato e se le chiedo sulla realisticità di un azionariato popolare in Italia, in particolare al Milan?
LS: Guarda, l’azionariato popolare per ragioni giuridiche, in Italia, senza una legge speciale, non si può effettivamente fare. Se manca una tradizione di questo tipo, come c’è in Spagna, ma anche una legge speciale come c’è in Germania, l’azionariato popolare non si può fare. Le gente deve smettere di pensare che per raccogliere 100 milioni basta mettere 100 euro da parte di un milione di persone, perché le raccolte fondi di questo tipo hanno un costo altissimo (fino al 30-40%), e poi in che cosa si sostanziano? In una società governata a colpi di maggioranza in assemblee che si fanno allo stadio o con sistemi elettorali a distanza? O con campagne elettorali fatte da chi? Con chi cavalca che cosa? Non ci sarebbe una tranquillità gestoria.
P: In Italia poi…
LS: In un quadro del genere l’azionariato popolare è una fantasia!
P: Glie lo chiedevo anche per interesse personale essendo studente al terzo anno di legge.
LS: In Italia sarebbe un inferno! Il tema è un altro, Pietro. Bisogna secondo me allargare il novero dei piccoli azionisti, parlando eventualmente anche con nuovi soci di maggioranza perché devi mettere sul mercato un certo numero di azioni per un certo numero di tifosi. Poi far entrare nel CDA del Milan dei soggetti indipendenti e qualificati che garantiscano ai piccoli azionisti ed ai tifosi un rapporto con la società. Questo si può fare! Mentre l’azionariato popolare sarebbe un tentativo velleitario.
P: Ci dovrebbe anche essere una cultura a situazioni del genere, cosa che in Italia non c’è…
LS: Ma poi basti pensare che il Milan è una società che perde 7-8 milioni al mese… 250 mila euro al giorno!
P: E si ritorna sempre allo stesso discorso: la gestione! Sarebbe bastato fosse stata solo normale…
LS: Certo! Non si può chiedere a uno come Galliani che non è capace di garantire questo tipo di gestione. Ci vogliono manager diversi, ci vuole una proprietà con obiettivi chiari. Un progetto d’investimento serio, con un rapporto onesto coi tifosi.




P: A proposito di tifosi. Lei cosa vuole dire a quei tifosi oggi che si sentono anche abbastanza frustrati da tutto questo. C’è speranza?
LS: Io dico al tifoso che la speranza c’è nella misura in cui il tifoso per primo si prenderà la responsabilità di esercitare un controllo, attraverso tutti gli strumenti che gli sono messi a disposizione. E’ il controllo dell’opinione pubblica, è la contestazione del giornalismo venduto, è l’utilizzo dei social e dei canali come il vostro, attraverso i quali passa la vera voce del tifoso. Oggi chi tiene alta la bandiera del Milan sono i Blog, le pagine facebook, e i social gestiti da persone indipendenti, quelli che non sono intermediati dalla stampa venduta. Maggiori saranno i tifosi che prendono atto di questo stato di cose, tanto più chi entrerà a governare il Milan, dovrà tener conto di questa voce. Se invece tutti ci disperdiamo e ci accontentiamo delle briciole d’informazione e responsabilità che ci da la società, stiamo freschi!
P: I cinesi ad oggi si stanno presentando molto male…
LS: Si stanno presentando malissimo. Io quando Maldini disse che non accettava la loro ipotesi (e fu attaccato) dissi che aveva fatto benissimo.
P: Io personalmente storsi il naso. Conoscendo la grande voglia di Paolo di tornare al Milan, quel rifiuto non mi disse nulla di buono. In molti hanno attaccato Paolo. Oggi forse stanno capendo…
LS: Sì, credevano che Maldini avesse avanzato pretese eccessive. Io so per certo che aveva avanzato la pretesa di chiarezza! E questa chiarezza non c’era! Non può permettersi, con la sua reputazione, di mettersi a fare la foglia di fico dietro alla quale nascondersi.
P: Maldini voleva solo sapere per chi dovesse lavorare!
LS: Ovvio, tra l’altro! Come si fa a pensare che Maldini metta la faccia per chi invece ancora non si è mai visto. Sul Milan c’è da spendere molto. Quest’anno finiremo a circa 30 punti di distanza dalla prima! Se non c’è un progetto serio fatto di investimenti si continua ad arrivare settimi, sesti, ottavi!

P: Avvocato direi di averle preso già abbastanza tempo.
LS: Sempre disponibile! E’ stato un piacere!
P: Anche per noi. Grazie davvero e speriamo di risentirla di tanto in tanto per fare due chiacchiere!
LS: Assolutamente, alla prossima!

 

REDAZIONE




“Questi ragazzi non devono accontentarsi. Closing? Aspettiamo!” – L’intervista esclusiva a Demetrio Albertini

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Abbiamo contattato in esclusiva per Milanisti Blog la leggenda rossonera Demetrio Albertini. Abbiamo fatto quattro chiacchiere sul mondo Milan e lo ringraziamo per la disponibilità che ci ha concesso!

Ciao Demetrio! Per prima cosa vorrei chiederti che impressione hai avuto sul Milan delle ultime uscite (1 vittoria nelle ultime 4)?
Credo che non dobbiamo concentrarci su quest’ultima parte di stagione ma di tutto il cammino stagionale. Il Milan sta costruendo un percorso che è il presente e il futuro, non solo perché ci sono tanti giovani. Quindi queste quattro partite dove ha raccolto meno, arrivano a consolidare un percorso molto positivo. Stiamo parlando di risultati al di là di ogni previsione. L’appetito vien mangiando (ride). Le tabelle di marcia non servono, bisogna vincere sul campo!

Dopo la Supercoppa di Doha i ragazzi hanno dimostrato di avere ancora voglia di continuare a crescere.
Assolutamente! La cosa più bella che ha oggi questa squadra è la consapevolezza di una filosofia di gruppo. Anche nelle difficoltà molte volte riescono comunque a portare a casa un risultato positivo.

Milan-Napoli? Come la vedi?
Milan-Napoli è un bel banco di prova, anzi, la prova del nove! Quest’anno il Milan ci ha abituati che nelle partite contro squadre che sulla carta sono più attrezzate, si è sempre comportato bene. Vedi contro la Juventus, l’Inter, la Roma. Ha sempre fatto bene. Devo dire che comunque, il Napoli, è una squadra di talento e sarà durissima. Molto dura.

Secondo te Montella, e la squadra, lo meritavano un aiuto dal mercato?
(Ride) Non c’è bisogno che lo dica io. Partiamo dal presupposto che secondo me il mercato di gennaio è sempre difficile farlo, perché normalmente quelli disponibili sono sempre giocatori che o stanno giocando poco, o di seconda fascia. Io credo che negli ultimi anni il Milan abbia preso troppi giocatori per la panchina e non per essere titolari. Questa squadra ha bisogno di prendere solo giocatori per migliorare quelli che ci sono già. E’ un bel gruppo, ci sono grandi equilibri ed è bello vedere quello che si sta costruendo in quanto a senso d’appartenenza. Tutto questo non va minato con l’arrivo di giocatori presi tanto per prenderli. O vengono dei titolari o è meglio restare così.

Un mercato di titolari però costa. I soldi però chi li mette?
Eh, non voglio entrare nel merito di chi dovrebbe fare un mercato così (ride)! Perché s’è già parlato tanto di closing, si sono dette tutte le ipotesi possibili, le ho lette e le ho sentite. Aspettiamo solo quello che succederà il 3 di marzo, punto! E’ solo questione di tempo. Sarà proprio il tempo a darci le risposte. Qualsiasi cosa che potremmo dire, è già stato detto. Le abbiamo sentite tutte! Quindi aspettiamo… Fiduciosi.

Una curiosità mia che volevo chiederti. Si è fatto il tuo nome più volte per il futuro in dirigenza. Sei mai stato contattato da qualcuno? Hai ricevuto proposte?
Mai stato contattato da nessuno.

Ma saresti disponibile?
Non è una questione disponibilità. Ho sempre letto il mio nome accostato senza sapere perché. L’unica cosa certa è proprio il fatto di non essere stato contattato da nessuno. Poi, e non fa riferimento a questo cambio di proprietà, ho sempre detto che il mio sogno era di tornare al Milan. E’ un sogno, ma non sempre i sogni si avverano. Sulle ipotesi non parlo.

Ritornando al campo e a questi ragazzi, dove può arrivare il Milan quest’anno?
Dove potrà arrivare il Milan lo decideranno i ragazzi. Non devono accontentarsi, questo è sicuro. La cosa peggiore è accontentarsi. Oggettivamente il Milan ha sorpreso tutti positivamente. Nessuno si aspettava un cammino del genere. I risultati se li sono meritati in campo. Il Milan ad oggi se la sta ancora giocando per la Champions League. L’unico pensiero di questa squadra deve essere quello di lavorare e di non accontentarsi.

Leggendo e ascoltando i media sportivi, però, quando si parla del Milan si tende sempre a sminuire e a minimizzare i meriti. La maggior parte delle volte, da come se ne parla, sembra sia essere demerito delle avversarie aver perso col Milan. Perché questo succede?
Non lo so, sinceramente. A me non interessa. Io ho fatto il calciatore, il dirigente, e ho sempre fatto il tifoso. Io mi sono sempre preoccupato poco di quello che dicevano gli altri (Ride).

Grazie Demetrio per averci concesso questa intervista, con la speranza di risentirci in futuro per parlare ancora di Milan!

di Pietro Riillo

@PietroRiillo




“L’entusiasmo sta per tornare. Sono stati 30 anni irripetibili” – L’intervista esclusiva a Umberto Gandini

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umberto-gandini




Ci aveva promesso un’intervista e ha mantenuto la parola. Umberto Gandini, uomo storico del Milan di Berlusconi, ci ha parlato di ciò che si lascia alle spalle della sua esperienza trentennale nel Milan. MilanistiBlog ha potuto, dunque, fare due chiacchiere col nuovo dirigente dell’AS Roma.

Umberto Gandini, personalità storica nel Milan del trentennio Berlusconi, ha vissuto da dentro la storia gloriosa di questo club. Oggi è arrivato il momento di intraprendere una nuova sfida, in un nuovo ambiente. Cosa si porterà dietro degli anni rossoneri in questa nuova avventura?
Una grande soddisfazione per aver fatto parte di un club che ha scritto la Storia del Calcio nel mondo. Una cultura vincente, una passione vera per il proprio lavoro. Ho imparato tanto in questi anni e questo è il bagaglio che mi accompagnerà.

Ha vissuto il Milan degli Immortali di Sacchi, gli Invincibili di Capello e i Meravigliosi di Ancelotti. Quale tra questi Milan le ha lasciato il segno? E perché?
Premesso che ho lavorato poco con Sacchi, ho comunque avuto l’onore di ricevere la sua eredità quando la squadra è passata a Capello. Sono state epoche diverse, ed anche le mie emozioni si sono evolute in parallelo. Mi ripeto, quelle squadre hanno tutte segnato la loro epoca, ma in particolare il Milan dal 2003 al 2007, in questo secolo, mi ha dato moltissimo.

Il giocatore che ha amato di più? E perché?
Sono talmente tanti, impossibile indicarne uno solo. Ne cito alcuni: Maldini, Shevchenko, Kakà, Weah, Ambrosini e Gattuso.

Se deve fare la sua formazione di questi 30 anni, chi sceglierebbe?
Anche qui impossibile fare una formazione, troppi fuoriclasse in ogni ruolo.

Veniamo dunque agli ultimi anni. Anni bui e critici. Cosa si aspetta dal futuro di questo club senza Berlusconi e Galliani?
Il club ha una cultura ed una forza intrinseca senza eguali. È unico. Dopo questi 30 anni, irripetibili, si può solo dire grazie al Presidente ed al Signor Galliani, rimboccarsi le maniche e fare del proprio meglio per risalire la china. Tornerà l’entusiasmo, e l’orgoglio di essere milanisti.

Infine, per concludere, c’è qualcosa che vorrebbe dire ai tifosi del Milan che oggi vivono con tanta negatività il rapporto con la propria squadra?
Il Milan si ama, si rispetta e si sostiene, anche e soprattutto nelle difficoltà. La squadra ha bisogno dei suoi tifosi, molto più di quanto si creda. Ritorniamo a San Siro, con orgoglio e con la consapevolezza che questo club è unico. I ragazzi apprezzeranno e lavoreranno meglio.

Grazie Umberto per la gentile disponibilità donataci. Augurandole tante soddisfazioni in questa sua nuova avventura, convinti che in Lei il cuore batterà sempre per questi colori. Alla prossima.

di Pietro Riillo
@PietroRiillo




“Mercato al di sotto delle aspettative. Squadra da Europa League” – L’intervista ad Antonio Vitiello

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Antonio Vitiello



Direttore MilanNews e opinionista Tv sulle vicende che ruotano attorno al Milan, MilanistiBlog ha intervistato Antonio Vitiello e fatto due chiacchiere sul mercato estivo rossonero e sulle possibili dinamiche future societarie.

Salve direttore, grazie per il tempo che ci concede. Spero di poterle dare del tu.
“Certamente”

Alle 23 di ieri si è conclusa la sessione estiva 2016 con le “famose” lacune del Milan, ancora da sistemare. E’ stato il mercato che ti aspettavi?
“No. Ad inizio mercato le prospettive erano altre, ci aspettavamo tutti un mercato diverso anche grazie ai soldi dei cinesi, poi le tante difficoltà con la firma del contratto preliminare hanno bloccato il mercato, con pochi soldi non possono arrivare grandi colpi, ma credo che si potesse far meglio anche con quello che la dirigenza aveva a disposizione. Le lacune in rosa restano”.

L’acquisto di Gianluca Lapadula avvenuto in sordina, beffando Napoli e Juve su tutte, sembrava essere un segnale forte, ma così non è stato. Quale degli acquisti di quest’anno, se possibile, può riservare sorprese?
“Sulla carta partono tutti dietro nelle gerarchie, Lapadula ha Adriano e Bacca avanti, Gomez forse ha la strada più libera per mettersi in mostra. Sono curioso di vedere Pasalic, se sta bene fisicamente. Inoltre Montella potrebbe utilizzare Sosa come regista. Mati invece è un fedelissimo del tecnico”.

Vivendo tu da vicino le vicende rossonere, ci spieghi come può esser nata, e da chi, l’idea Mati Fernandez?
“Il giocatore era stato chiesto da Montella già a luglio, poi il Milan è andato su altri profili. Nell’ultimo giorno di mercato il club ha provato a prendere altri giocatori in prestito senza riuscirci, cosi sul filo di lana è tornato su Mati e lo ha strappato al Cagliari. Determinate la chiamata di Montella, ovvio che tra le due squadre Mati preferisse i rossoneri”.

Cosa ti aspetti da questo campionato?
“Un leggero miglioramento rispetto all’anno scorso, il Milan in Europa League”.

Se il closing avverà, sembra, nei prossimi 2-3 mesi, chi si occuperà del calciomercato di gennaio?
“Fassone con l’ausilio di un direttore sportivo, e forse l’ingresso di uno o due nuovi dirigenti, come ex glorie rossonere”.

Può essere Montella l’uomo in più di questo Milan? Potrebbe essere lui la chiave per ritrovarsi alla sosta natalizia con qualche punto in più ed in una posizione in corsa per qualcosa?
“Ho intravisto qualcosa di diverso in queste prime due gare di campionato. Al di là dei sei gol subiti, è un Milan che prova a giocare a pallone. Poi Toro e Napoli all’esordio non erano semplici. Si, mi aspetto qualche punto in più”.

Prima di concludere, volevo chiederti un tuo parere sul futuro di Galliani.
“Dopo 30 anni di gestione potrebbe concludersi la sua esperienza rossonera. L’Ad sarà Fassone, bisogna capire se Galliani ha intenzione di restare come dirigente sotto altri ruoli, oppure chiudere col Milan definitivamente. Nei prossimi giorni si farà chiarezza”.

Antonio, ti ringraziamo per il tempo concessoci per rispondere a queste domande, con la speranza di risentirci presto per parlare ancora di Milan.

di Pietro Riillo
@PietroRiillo