Tag: Bacca

I crediti del signor Nessuno

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Stiamo assistendo, dall’inizio dell’anno, a un immotivato sostegno a Lapadula a discapito di Bacca. Fin da luglio, da quando Galliani voleva liberarsene e Dio solo sa per come utilizzare poi i 30 milioni che avrebbe incassato dalla cessione del colombiano.

Molti tifosi del Milan, tuttavia, erano d’accordo a una sua cessione. Fra le motivazioni più comuni c’erano “Non gioca insieme alla squadra”, “Non va bene per il gioco di Montella” o ancora “Abbiamo già Lapadula”.

A parte il fatto che Montella ha sempre detto di non essere favorevole alla sua cessione, io sono abituato a ragionare guardando i numeri. E dico che Carlos Bacca ha al suo attivo quasi 200 gol nei massimi campionati in Colombia, Belgio, Spagna e Italia, quasi 20 gol nelle Coppe Europee, 37 presenze in una nazionale fortissima come la Colombia.
E Lapadula? Nulla di tutto questo. Al suo attivo ha neanche 100 gol fatti tra Teramo, San Marino, Pescara, Frosinone.

Se Lapadula avesse 19-20 allora capirei l’entusiasmo, perchè stiamo parlando di un buon attaccante e se fosse giovanissimo avrebbe enormi margini di crescita. Ma il ragazzo ha già 26 anni, non ha grandi prospettive davanti a se. Bacca è uno che ha sempre segnato e sempre segnerà. Quest’anno, dopo 5 partite consecutive senza aver fatto gol, ha comunque una media di un 1 rete ogni 2 partite. A fine campionato vorrebbe dire averne fatti 19-20.

Siamo proprio sicuri che Lapadula al posto suo, da titolare, ne farebbe altrettanti in serie A? Io per nulla.

di elbonito
@_elbonito_




L’attacco del Milan e le critiche ingenerose a Carlos Bacca

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In questa stagione, iniziata come nessuno avrebbe immaginato, particolarmente risalto lo sta avendo l’attacco. Il 79% dei gol fatti vengono da coloro che hanno iniziato le partite nella linea più avanzata dello schema del mister. Questo vuol dire che il reparto c’è e funziona.

Sentire però critiche ingenerose ad un attaccante o un’altro, quando i risultati è insieme che si ottengono, da fastidio. L’esempio lampante si chiama Carlos Bacca. L’attaccante colombiano è a secco da 5 partite, cosa impensabile per un killer d’area come lui. Ebbene, quando l’attaccante principale non ti segna a dovere, fa sempre rumore, ma quando al posto suo c’è sempre qualcuno che la mette dentro, allora di che ci lamentiamo? Ieri non segnava Jack e Suso? L’ha risolta Bacca. Oggi non segna Bacca, la risolve Jack. Contro il Palermo, invece, è toccato a Gianluca Lapadula col suo primo gol in Serie A.

Tutto questo significa che il reparto funziona. Che il gol arriva comunque, Bacca o non Bacca. E sapere che uno da 18-20 gol a stagione è sempre lì pronto a sbloccarsi non fa che dare ancora più certezze sul reparto.

Magicamente quando Bacca non fa gol, escono come funghi i suoi detrattori. Sono felici che l’attaccante più importante della squadra non segni. Sono felici! Io non li capisco. Si lamentano della poca tecnica del colombiano quando osannavano Inzaghi, famoso (come Bacca) per i gol, non per i piedi. Ma ultimamente il tifoso del Milan è l’incoerenza fatta persona.

A volte, dopo tutto quello che leggo, penso che questa classifica i tifosi la meritino solo per quello che hanno passato negli ultimi 5 anni, non perché tifosi in quanto tali. Perché alla prima sconfitta è tutto uno schifo, tutto una merda! Non funziona così, e mi ci metto anch’io nella critica. Ultimamente sto cambiando atteggiamento. Certo, è più facile quando la squadra fa risultato, ma è altrettanto vero che bisogna cercare di restare sereni e analizzare sempre il tutto. Anche nelle sconfitte. Fasulle, come quella di Genova, dove anche in 10 il Milan ha dominato.

Rimanere obiettivi, dunque, anche nei confronti dei singoli. Spalare merda su quell’attaccante che con i suoi gol ci ha portato 7 punti in più in classifica. Saremmo ottavi senza i gol di Bacca. E questo è un dato incredibile. Sapere che nonostante non segni da 5 giornate, siamo comunque riusciti a fare risultato è confortante. Perché vuol dire che non siamo Bacca-dipendenti. Ma abbiamo un attacco forte che sa andare oltre i momenti critici di un singolo. Con questi dettagli si vince, non con un solo attaccante. C’è bisogno di tutti. Mettetevelo in testa.
Fatevi sentire quando vinceremo di nuovo grazie ai suoi gol. Poi non sparite come al solito.

di Pietro Riillo
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The AC Milan start and the importance of having Bacca

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Donnarumma Antonelli




After a victory by three goals to two against Torino, three strikes from Carlos Bacca and three points in the bag, three is indeed the magic number from AC Milan’s match-day one.

Beyond the result, after all it’s only the first game of the Serie A season, the overwhelming positive has to be Bacca. Sure Gianluigi Donnarumma will have grabbed some of the spotlight with his last-minute penalty save, but the Colombian was the one who made the headline in Monday’s Gazzetta dello Sport’s front page.

This summer has been a tumultuous one. The club’s sale was finally announced after weeks of uncertainty and denials, the mercato has looked haphazard with a number of players linked who seem to have never been close to coming in, and of course a new coach in Vincenzo Montella.

Perhaps the most perturbing of rumors have been the ones surrounding Carlos Bacca, which made his hat-trick on Sunday all the more relevant. The whole Bacca saga has been something of a case of “he loves, he loves me not.”

West Ham circled around the 29-year-old, with the Rossoneri striker turning down the Hammers but his subsequent justification that he’d done so because the Premier League club isn’t in the Champions League seldom reassured Milan fans.

When the first day of the season at the San Siro arrived, Bacca was still in a Milan shirt, spearheading the attack. His hat-trick felt like a collective sigh of relief, suggesting perhaps that his head had not been completely turned and that he’s focused on giving his all.

Post-match comments further corroborated this, revealing that he’d turned down a move away in order to help the club back into Europe.

 “I wanted to stay to remain because I promised I’d take Milan back into Europe,” Bacca told Sky Sport Italia. “It was the right thing for me to do.”

Of course things in football can change very quickly, and the promises of footballers easily be reneged on when a check with the right amount of zeroes appears. That’s not to call Bacca’s sincerity into question though. After all, the Milan hierarchy is just as likely to ship out the Colombian without asking his opinion if they receive a tempting offer.

Fans will therefore anxiously await the closing of the transfer window on August 31st, hoping that they don’t wake up on September 1st to news that Bacca has been sold.

In the meantime, amidst that nervous wait, moments like Sunday’s hat-trick will be cherished and hopefully be a good omen for more to come from the Colombian.

Although the future remains unpredictable, match-day one did present some certainty about the present: just as last season, Bacca and Donnarumma remain the rare highlights of this Milan side.

by Ogo Sylla

@Ogo_Sylla




Milan-Torino 3-2: San Siro ai tempi di Gigio e Carlos

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“Sarebbe stato un peccato non vincere questa partita. Spero di fare bene qui per tanti anni”.

Vedete, le parole di Donnarumma io le prendo sul serio. Sperare di far bene al Milan vuol dire già tanto, farlo per tanti anni però è da pochi eletti. Far bene per tanti anni vorrebbe dire essere poi considerato una leggenda, una bandiera.
Gianluigi Donnarumma sta seguendo le orme di chi è leggenda per questa maglia. Un percorso simile a quello dei vari Maldini e Baresi. Perché quando questo 17enne campano che è già alla sua seconda stagione in A dice che vuole far bene per tanti anni, la cosa peggiore sarebbe non metterlo in condizioni di riuscirci.

Donnarumma non vuole far bene, deve far bene. E per poterlo fare ha bisogno del Milan. Quello vero.
Per diventare leggenda devi anche far parte di un qualcosa di grande.
Maldini sarebbe stato Maldini se non fosse cresciuto nel Milan degli ultimi 30 anni? Forse sì, perché Maldini è Maldini, ma quel Milan ha fatto tanto. Ha fatto sì che attorno a Paolo si creasse quel alone di leggenda di cui godrà in eterno.

Gigio è sulla buona strada, non c’è nulla da aggiungere. Stiamo vedendo nascere qualcosa di grande. Siamo testimoni di un qualcosa che ci ha riportato a 30 anni fa. Stiamo rivivendo la nascita di un grande del calcio. Veder Donnarumma in campo ti fa felice. Basta solo ricordarsi di averlo tra i pali per farti sorridere.

Il Milan col Torino ha rischiato di perdere 3 punti sacrosanti in una maniera effimera. Senza senso. Da coglioni.
Ecco è lì che Montella deve puntare. Trovare il modo di stimolare tensione e concentrazione per 90 minuti, non 70.
Ma questa volta ci ha pensato Donnarumma con l’ausilio di Bacca a portare a Milanello questi maledetti 3 punti.
La migliore risposta che Bacca poteva dare ai quattro intenditori che “meglio venderlo” è arrivata puntuale come un orologio svizzero. Tripletta alla prima di campionato. Muti. Non siete intenditori, siete stronzi. Stronzi a pensare minimamente di poter fare a meno di un rapace del genere che non se ne vedevano da anni. In termini realizzativi l’ultimo a fare meglio di Bacca al primo anno rossonero fu Shevchenko 17 anni fa. 17 ANNI FA. Neppure Inzaghi e Ibra.

Ma sì, vendiamolo. Sputiamo su ‘sti 20 gol all’anno. Prendiamo Pavoletti.

Milan – Torino 3-2. Ho gridato come un matto per 4 volte durante questa partita. Una partita che ha mostrato le solite, famose lacune degli ultimi anni rossoneri. Difesa sempre in difficoltà e centrocampo che nè filtra, nè crea.
9 giorni alla fine del mercato. Fiduciosi, ma neanche tanto.

di Pietro Riillo