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Speranza e volontà di Gigio

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Capisco tutte le dinamiche dietro alle quali possono nascondersi le mille verità e mezze verità del calcio mercato, ma sulla questione rinnovo Donnarumma, proprio come il closing, la comunicazione è sempre stata scadente e ridicola.
Il sol pensiero che un procuratore se ne esca fuori dicendo di aver messo a tacere una società sulle vicende riguardanti un proprio calciatore, mi fa ribrezzo.
L’umiliazione principale non è quella del non poter parlare di un proprio tesserato, ma che il divieto venga imposto dal procuratore dello stesso, il quale unico compito dovrebbe essere quello di curare interessi del proprio assistito e farne le veci per le trattative di rinnovo e cessione.

No, Mino viene in casa Milan, dice che su Donnarumma nessuno della società debba aprir bocca, e va bene così.
Il tutto accompagnato da dichiarazioni dubbie dello stesso giocatore che in un intervista ribadisce chiaramente il peso specifico del proprio procuratore sul suo futuro. Ma non basta. Alla domanda di chi gli chiede del suo futuro, il ragazzo invece di rispondere con un rassicurante “Voglio restare”, si serve del più macabro “Spero di restare”, come se la decisione non fosse nemmeno in piccola parte la sua ma totalmente di qualcun altro.

Gigio, ormai lo sai, ti vogliamo bene. Sei un punto di riferimento importante per tutta la tifoseria. Ad una domanda come quella che ti è stata posta bastava poco per ricambiare l’amore senza troppi fronzoli. Bastava anche un illusorio “Voglio“, per alleviare un po’ tutto il dolore e la frustrazione che deriva nel tifare Milan negli ultimi 6 anni.
Sì Gigio, Bastava poco. Anche perché è ugualmente bastato ancor meno per legittimarci a pensare che il bacio sulla maglia allo Stadium e quelle parole di odio per quei colori incolore, non siano piaciute al tuo immenso procuratore. Ti ha rimesso al tuo posto lui? Dobbiamo pensare questo?
Ora, caro Gigio, ti faccio un piccolo quadro della situazione.




Il Milan oggi sta vivendo gli anni più bui degli ultimi 30 anni. Le questioni societarie degli ultimi 2 anni stanno mortificando non solo noi tifosi e l’amore che abbiamo per questi colori, ma anche il buon nome che questo club aveva nel mondo.
Tentativi vari più o meno reali di cessione del club. Società assente sia in campo mediatico che sportivo.
Una proprietà inutile sia dal punto di vista del supporto economico (se non quando deve sborsare 90 milioni di ripianamento a causa della gestione quasi fraudolenta dei dirigenti del club), ma anche dal punto di vista morale, con un presidente sempre “vittima”, di disordini giudiziari prima, mentali ora.
E poi i risultati sportivi, che rispecchiano il quadro sopracitato, con la vittoria della Supercoppa di Doha dopo 5 anni di nulla cosmico.
Ma arrivasti tu a tirarci su il morale, col tuo talento, la tua semplicità. E che fai? Ti fai rappresentare da un homus denarus, che vede i propri clienti come salvadanai.
Va bene allora, aggiungiamoci (in futuro?) anche te nel calderone delle umiliazioni, dunque.

Sì Gigio, quanti soldi che farai grazie a quella vecchia volpe. Nessuno lo nega. Ma passare dall’essere una giovane bandiera amata, all’essere uno dei tanti che è entrato e uscito dai nostri cuori è un attimo. E tutto comincia così, dal dire spero, anziché voglio, nonostante la tenera età, in cui l’unico pensiero dovrebbe essere vivere il proprio dichiarato sogno, anziché farsi manipolare da quelle maledette dinamiche di mercato.

Ma tanto chi se la prende nel culo siamo sempre noi, che a volte ci chiudiamo in bagno a piangere dalla rabbia per le ormai mille umiliazioni sportive. Piangiamo per quella maledetta squadra di calcio. Perché l’amiamo. Non “speriamo” di amarla.

di Pietro Riillo
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Caro Gigio ti scrivo…

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Di seguito la lettera pubblicata da MilanNews.it a questo link, indirizzata a Gigio Donnarumma scritta dal nostro Pietro Riillo!

Caro Gigio, non so se leggerai mai questa lettera, ma spero che queste parole ti possano arrivare in qualche modo. Ti scrivo perché ho bisogno di farti sapere quanto sei diventato importante per questi colori. Rappresenti non solo un talento immenso, ma una speranza. La speranza di tornare a vincere, come fatto a Doha grazie al tuo miracolo, ancora e ancora nel nostro futuro. Rappresenti tutto ciò che di bello vogliono dire i nostri colori. Umiltà, talento, voglia.

Ti scrivo anche perché da ormai troppo tempo si parla di un tuo addio. E siamo stanchi. Sarà tutto un gioco di ruoli, che il tuo procuratore sta mettendo su per farti ottenere un bel contratto, o magari sarà che davvero la Juve proverà a prenderti, ma noi tifosi vogliamo farti sapere che vederti andare via, dopo averti visto nascere come una stella, dopo averti acclamato a ogni parata, sarebbe un colpo al cuore terribile. Sei la base dei nostri sogni futuri. Sei la base del rilancio che questo club sta per avere. Sei già tu il top player che ogni grande squadra deve avere.

Vederti nascere calcisticamente è stata un’esperienza unica. Come vedere l’arcobaleno dopo la tempesta. Questo sei per noi. Ovunque andresti saresti solo un acquisto come una altro da sfoggiare. Saresti un Higuain qualunque. Tenendoti quella maglia addosso, invece, diventeresti non solo il simbolo di milioni di tifosi, ma l’orgoglio di coloro che ti amano. Sì, il tuo procuratore è uno dei migliori nel suo lavoro. Ma attento a non farti trattare come l’oggetto dei suoi interessi.

Non farti trattare come il suo salvadanaio. Ti farà guadagnare tanti soldi? Assolutamente si. Ma diventare un altro meraviglioso pezzo di storia dei nostri colori, fidati, non ha prezzo. Tra 20 anni, nell’immaginario di tutti noi potresti essere al fianco di Maldini, Nesta, Van Basten, Sheva, Kaka’, Baresi, Rivera. Sta a te scegliere tra il guadagnare ancora di più di quanto guadagnaresti al Milan, e il diventare eterno, come nuova leggenda della nostra storia. Ci invidiano tutti per averti con noi. Fa che sia per sempre.

di Pietro Riillo
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