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giuseppe la scala




Dopo 5 mesi sono tornato a fare quattro chiacchiere con l’Avv. Giuseppe La Scala, piccolo azionista rossonero, che ci ha aperto le porte del suo studio a Milano.
Nell’intervista di marzo ci eravamo soffermati sul bisogno di cambiare che c’era per il Milan. Il closing non era ancora avvenuto e pure i dubbi sui cinesi erano molti. Anche questa volta, comunque, di cose di cui discutere, ce ne sono state molte. Dalla partita, al mercato, dai moduli alla nuova società, ecco le nostre quattro chiacchiere con l’Avv. La Scala!

LS: Hai visto la partita?
P: Certo che l’ho vista!
LS: Cosa ti è sembrato?
P: Maluccio! Ma credo sia normale.
LS: Sì, anche se Montella un po’ mi ha deluso…
P: Su cosa?
LS: Capisco imporre il gioco, però ho avuto l’impressione che rispetto al modulo con cui giocava il Cagliari, ci fossimo poco preparati sugli avversari. Ieri tra l’altro ho ascoltato la trasmissione “Tattica con Bottoni” su Radio Rossonera, dove è incredibile come il tecnico sia riuscito a spiegare nella trasmissione cose che in 50 anni che seguo il calcio, non mi ero mai accorto. Ora capisco come un bravo allenatore possa guadagnare 3 milioni all’anno…
P: Ma infatti molti allenatori che sanno di avere lacune dal punto di vista tattico, si fanno affiancare da analisti e tattici del genere!
LS: Certo! Sempre Bottoni in trasmissione affermava come ad esempio Conte non avrebbe affrontato la partita col Cagliari in questo modo!
P: Infatti leggo di come molti si stiano lamentando del modulo! Il 4-3-3 a molti ha stancato. E ad essere sinceri anche a me!
LS: Io sono convinto di una cosa! Bonaventura e Calhanoglu a sinistra non possono giocare come abbiamo visto nelle partite precedenti!
P: Calhanoglu credo dovrebbe provarlo trequartista, ha quelle caratteristiche.
LS: Tipo facendo il 3-4-1-2?
P: Sì, il 3-4-1-2 è una variante del 3-5-2 con un uomo del centrocampo messo sulla trequarti.
LS: E in una formazione così Biglia dove gioca?
P: Biglia gioca in mezzo al campo insieme a Kessie.
LS: Ok, quindi tu metti Biglia-Kessie in mezzo, i terzini (Conti-Rodriguez, ndr) ai lati, poi Calhanoglu o Bonaventura trequiartista…
P: Ma anche Suso all’occorrenza… E poi mettere o le due punte classiche, oppure una punta fissa ed una più esterna.
LS: Come infatti Bottoni diceva che il Cagliari gioca cone le due punte aperte! Col 4-3-1-2 con le punte aperte!
P: Secondo me Montella si è fossilizzato sul 4-3-3. Si son giocate oltre 10 partite tra amichevoli e ufficiali fin’ora. In una sola occasione ha provato il 3-5-2, tutte le altre col solito 4-3-3.




P: Comunque, cambiando argomento, nella nostra intervista di marzo avevamo parlato del nuovo Milan che sembrava dover nascere, il closing non c’era ancora stato! Ora cosa mi dice? Dal punto di vista societario che impressione si è fatto in questi primi mesi?
LS: Guarda, a me sembra che la guida di Fassone abbia dato un’impressione di stabilità su cui non molti ci avrebbero scommesso. Che ci fosse in mente un progetto di rilancio della squadra, era evidente…
P: Ma non di questo livello…
LS: Non di questo livello, certo! Diciamo che nei primi 100-150 giorni, hanno fatto cose che nessuno ci si aspettava! Ci si aspettava magari 5-6 innesti…
P: O magari 3-4 innesti ogni anno per 2-3 anni!
LS: Però è anche vero che da questo punto di vista Fassone non può aspettare molto! Cioè, la società ha una struttura finanziaria e di ricavi che necessita di un rilancio immediato! L’unico approccio possibile nel caso specifico del Milan era quello di spendere per puntare su risorse, marchio e immagine!
P: Poi doveva anche sfruttare la possibilità di non essere soggetto al Fair Play Finanziario…
LS: Ovvio, inoltre in questa stagione ci sono 4 posti in Champions League. Quindi l’idea è chiara, bisogna fare tutto e subito. Non avrebbe senso scaglionare gli acquisti in 3 anni. Piuttosto scaglioni i pagamenti! Cosa che sono riusciti a fare benissimo!
P: Tra l’altro è di poche ore fa la voce per cui dovrebbero ripagare il debito con Elliott.
LS: Si ma secondo me non lo ripagano…
P: Rifinanziano?
LS: Esatto, trovano qualcuno che lo rifinanzi a condizioni migliori, tipo il tasso di interesse dell’11,5%, con un tasso più basso (il 7, l’8%). Poi bisogna vedere se Yonghong Li riesca a ricomporre intorno a se la compagine di investitori della quale era l’esponente.
P: E questo dipenderà anche da cosa decideranno a Pechino.
LS: Sì, dipenderà molto dagli esiti del congresso del Partito Comunista Cinese tra ottobre e novembre. Che sono gli stessi problemi che ha avuto Suning, eh!
P: Ma certo. E’ anche vero che i problemi che ha ora Suning non li ha avuti (a differenza di Li) al momento dell’acquisto dell’Inter. Perché all’epoca ancora non vi erano blocchi. Suning trovò tutto pronto grazie al lavoro di Thohir. Cioè non è stato come col Milan, per cui è stato Yonghong Li a bussare alla porta di Berlusconi, ma è stato Thohir ha prendere l’Inter, risistemare i conti e trovare lui stesso Suning a cui vendere il 68% della società.
LS: Però devo dire che nessuno si sarebbe immaginato che Fassone, attraverso un modo di operare molto all’americana, riuscisse in così poco tempo a cambiare i connotati societari. Poi dal punto di vista della comunicazione il cambiamento è stato radicale.




P: Ed è qui che volevo arrivare… Prima c’erano le perplessità del periodo pre-closing, in cui la comunicazione degli acquirenti era quasi nulla…
LS: Io infatti ero uno degli esponenti di chi si lamentava per il fatto che il Milan da una parte e i cinesi dall’altra si comunicasse così poco. Poi devo dire che Fassone si è fatto perdonare. E la mia sorpresa è stata soprattutto questa. Credevo che la stitichezza comunicativa dipendesse dal fatto che Fassone fosse il classico piemontese molto sulle sue. Invece dal punto di vista comunicativo è sorprendente. Davanti allo schermo trasmette sincerità, autorevolezza e autenticità!
P: E competenza… E poi c’è da dire che Fassone e Mirabelli al Milan possono vantare poteri che non avevano mai avuto prima. Fassone ad esempio ha mano libera.
LS: Infatti ha rivoluzionato il management ingaggiando Mirabelli che ammetto di aver giudicato troppo presto e che oggi mi chiedo come sia possibile che altre squadre se lo siano lasciato scappare, ma anche Pasquale Campopiano, che se inizialmente credevo volesse cavalcare la situazione del Milan, oggi ho capito essere una persona umanamente con grande integrità morale e tanta voglia di lavorare. Poi anche Guadagnini, nella comunicazione è stato un grandissimo acquisto. L’unica cosa che ho rimproverato alla società è stato di aver sbagliato tempi e modi nel rapporto con Maldini.
P: E se fossero andati da Maldini dopo il closing?
LS: Sicuramente sarebbe stato maglio, anche se a Maldini bisogna comunque trovare un ruolo che non poteva limitarsi alla rappresentanza!
P: Niente di simile a Zanetti con l’Inter.
LS: Anche perché Maldini possiede un profilo professionale alto, che forse confligge sia con Fassone che con Mirabelli.

FINE PRIMA PARTE
La seconda parte dell’intervista sarà online alle 21:00 di lunedì 4 settembre!

Pietro Riillo
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