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Lamentarsi è abitudine

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San Siro Curva Sud Stadio Meazza

Abbiamo ormai capito che l’AC Milan del passato, non c’è più. Basta fare paragoni inutili.
Da quando seguo questa squadra (non ero ancora nato) ho sempre creduto che la filosofia di questi colori fossero la vittoria ed il bel gioco. E avevo ragione.
Due fattori che, aimè, non vediamo da ormai troppo tempo.

E allora qualcuno ha deciso bene di tornare ad investire. Qualcuno ha deciso di fare investimenti su uomini su cui si è creduto potessero cambiare profilo al club rispetto agli ultimi anni di pochezza.

Ora, dopo la vittoria immeritata ma importante sull’Empoli, le lamentele la fanno da padrone. E direi anche giustamente. Rispetto alla stagione passata è però l’uomo in panchina il primo a lamentarsi. È questa la vera forza di questo nuovo Milan.

Se il mister crede di aver vinto immeritatamente, allora siamo sulla buona strada. Se avesse creduto di aver fatto una buona prova, migliorare non sarebbe un obiettivo.

È sotto gli occhi di tutti delle lacune in mezzo al campo. È qui che si deve puntare ora per far fronte all’ultimo importante investimento prima della chiusura di questo mercato.
Se investi 90 milioni non puoi presentarti con Nocerino e Zapata titolari. Non puoi.
Devi dare delle scelte al tuo allenatore. Devi.

E quindi aspettiamo. Ancora una volta fiduciosi. Lamentandoci di tutto. Guardando l’erba dei vicini che è sempre più verde della nostra.
Aspettando quel colpo che se non arrivasse rovinerebbe tre mesi di mercato. Ed illusioni.

Pietro Riillo

La prima della discordia. Ma dalla prossima…

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Sinisa Mihajlovic




No, tranquilli.
Se perde la Juve in casa con l’Udinese. Se pareggia la Roma col Verona. Se perde il Napoli a Sassuolo. Se vince l’Inter a fatica al 95′ con l’Atalanta. Allora credo che una sconfitta a Firenze, con 2 gol su palle inattive, con una espulsione inventata da un arbitro da Lega Pro, con un rigore che manca all’appello… Magari farà meno male. Magari non ne sento il peso, seppur infastidito da una sconfitta che ci poteva stare in queste condizioni.

Saranno attenuanti, o quello che volete, ma scusatemi se non mi preoccupo di una sconfitta del genere. Una partita falsata è pur sempre una partita falsata.
Non ci si è espressi in un buon calcio, su questo non ci piove. Ma la Fiorentina non ha sfruttato niente (meriti nostri o demeriti loro, non lo so). Sono stati in grado di segnare su un calcio di punizione, e su un calcio di rigore. Bisogna anche tenerne conto, a mio avviso.

Sono un po’ sereno, seppur incazzato. Perdere non è mai bello.
Ma oggi, ci stava… Ma solo oggi…
Dalla prossima, con giudizio e senza scuse. Aspettando dei punti esclamativi che sia dal Forte, o dall’Ata o da qualsiasi altro luogo. Ce n’è bisogno. E’ evidente.

Pietro Riillo