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Il Milan centra i suoi “umili” obiettivi. Inter, Roma e Napoli falliscono ancora i loro.

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gerard deulofeu




Incredibile come basti poco a scaldare gli animi di interisti, romanisti e napoletani.
In questi giorni su twitter abbiamo avuto l’enorme piacere di confrontarci con esponenti delle tifoserie di queste tre squadre, e devo dire che non credevo che il livello del contraddittorio potesse essere così basso. Peccato.

Ma partiamo dall’Inter.
Lo so, è come sparare ad un morto, però capisco la loro frustrazione nel vedere la propria squadra in queste condizioni.
Non sanno chi li allenerà, non sanno chi rimarrà e chi andrà via, non giocheranno in Europa, non hanno centrato nemmeno un obiettivo stagionale, non vincono nulla dal 2011, però… Non fanno altro che dirci di essere superiori, della potenza di Suning, che abbiamo avuto culo, che falliremo, che il prossimo anno (sempre il prossimo) è il loro anno.
Finisce la stagione ed invece che mettere assieme i pezzi del puzzle di un’annata di merda, non fanno altro che guardare al Milan. Sarà ossessione, chiamatela come volete, ma a me fa quasi piacere.
Ieri un tizio mi scriveva che il nostro essere contenti per un sesto posto, è da inferiori quali siamo e siamo sempre stati. Io gli chiedo inferiori in cosa, lui mi risponde nello stile, nelle vittorie e anche nelle sconfitte.
La nostra bacheca internazionale, il motorino sugli spalti, e i petardi su Dida, credo siano lo specchio adatto a tali affermazioni.
Per contro, sono del parere che non far parte di alcuna competizione Europea per questa Inter, sia la miglior cosa. Non solo perché non avrebbero meritato di giocarci, ma soprattutto perché dopo una stagione come quella di quest’anno c’è bisogno della massima tranquillità per ripartire al maglio. A differenza ad esempio del Milan, il quale ha bisogno di rodaggio Europeo nella stagione 2017-18, prima di poter pensare di puntare alla Champions 18-19.
Quello che voglio dire al tifoso dell’Inter è che la rivalità col Milan ci sta, è giusto, questo è il calcio, ma attenzione a perdere di vista la realtà. Il Milan ha iniziato la stagione con tre obiettivi: 1) vincere la Supercoppa a Doha contro la più forte, e lo ha fatto; 2) arrivare più avanti possibile in Coppa Italia, ed è stato eliminato dalla Juve vincitrice finale; 3) tornare in Europa, e lo ha fatto. E l’Inter? L’Inter partiva ad agosto con lo scudetto già cucito sul petto, e ha finito la stagione prendendole praticamente da chiunque.
Sono del parere, per concludere questa lunga parentesi sull’Inter, che per evitare che la Juve vinca lo scudetto per la settima volta, molto passa anche dal ritorno di entrambe le Milanesi. Sperare che il Milan cinese fallisca solo perché avete letto di prestiti/finanziamenti vari della nostra nuova proprietà (ovvero tutta roba che non vi compete), è la più grande dimostrazione di inferiorità che possiate dare. Evitate.




Roma e Napoli.
Questi due club sono quelli che da 5 anni stanno cercando in tutti i modi di togliere il titolo alla Juventus, soprattutto nell’ultimo anno. La Roma vendendogli Pjanic, il Napoli vendendogli Higuain.
Certo, le situazioni sono particolari, il bosniaco aveva una clausola (ridicola per un giocatore di tale livello) che la Juve ha fatto valere, mentre il Napoli con Higuain (30 anni) ci ha praticamente guadagnato sia economicamente, che in campo. Però sta di fatto che hanno rafforzato una squadra già superiore. Applausi!
Queste due squadre hanno letteralmente buttato nel cesso cinque anni in cui l’unica rivale è stata la Juventus, non riuscendo ad approfittando della mediocrità tecnica di Milan e Inter.
La Juve ha vinto il sesto scudetto consecutivo. Il sesto. Forti, di sicuro, ma credo che questa concorrenza abbia facilitato le cose, più che aver creato difficoltà.
Una squadra che vince un buon numero di campionati consecutivi, è sintomo di un campionato mediocre, non competitivo. Ne è l’esempio il Bayern in Germania (quest’anno al quinto consecutivo), la Ligue 1 (che se non fosse stato per la sorpresa Monaco, avrebbe visto il quinto successo consecutivo del PSG), e dove tra il 2002 ed il 2008 vide l’egemonia del Lione (7 campionati consecutivi). Ed ora anche la Serie A, che da 6 anni vede solo la Juve protagonista.
Roma e Napoli potranno deliziarci con un buon calcio, con il bel gioco, con “il sole, il mare, er soriso“, ma alzare un trofeo è un’altra cosa, completa un percorso. Partono da 5 anni col desiderio scudetto, ma finiscono ogni anno col doversi giocare lo spot migliore per la Champions. Contenti loro.
Ho l’impressione che queste due squadre, seppur dignitosamente superiori a tutti meno che la Juve, non faranno mai quel salto che serve per salire di livello. Credo sia una questione di retaggio. Essere grandi non è una loro qualità. Mi domando nel momento in cui le milanesi torneranno a essere competitive, e purtroppo per loro succederà inevitabilmente, a quale muro dovranno andare a sbattere la testa per l’occasione, anzi le occasioni, perse. Ma d’altronde, problemi loro.

Congratulazioni alla Juventus dunque, che ha dimostrato di essere l’unica in grado di vincere lo scudetto in assenza delle altre due big italiane. Credo però che sia arrivato il momento di rendere questo campionato di nuovo bello: e mi pare che il compito possa essere solo di Milan e Inter.

di Pietro Riillo
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Napoli-Milan 4-2: Cosa abbiamo visto

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Napoli's Arkadiusz Milik (R) jubilates with his teammate Jose Callejon after scoring the goal during the Italian Serie A soccer match SSC Napoli vs AC Milan at San Paolo stadium in Naples, Italy, 27 August 2016. ANSA/CESARE ABBATE




A mio avviso il Milan esce dal San Paolo con meno di quanto meritasse. Il gioco e l’intensità per lunghi tratti sono stati soddisfacenti ed in alcuni momenti come i primi venti minuti del primo tempo e i primi dieci del secondo, ha dominato.
Certo, non si può pretendere di portare a casa, a Napoli, un partita giocata per due terzi subendo.

Il Napoli non ha mai dato l’impressione di essere una squadra irresistibile, tuttalpiù è parso semplice metterli sotto nel momento in cui il Milan ha alzato i ritmi.
I primi due gol, poi, arrivati in maniera quasi casuale. Il primo semplicemente fortunoso, il secondo da palla inattiva, dunque c’è poco da dire.

Però non voglio soffermarmi molto sul risultato, che a Napoli, seppur con amarezza, ci può stare. Voglio soffermarmi sul calcio offerto dall’11 di Montella.
Come detto a tratti dominanti e senza paura, con troppa facilità il Milan ha cambiato volto più volte. Dopo un inizio niente male è bastato il gollonzo di Milik per far abbassare la cresta al Milan. Ciò vuol dire che ancora psicologicamente la squadra ha mostrato debolezza.
Tatticamente si vede la mano di un tecnico che ama il gioco di qualità e palla al piede, pressing e ripartenze.
Ora però la questione si palesa proprio nel momento in cui gli schemi di gioco ci sono, ma come ormai da diversi anni, manca la materia prima. La tecnica, il talento e la personalità.




Le parole di Montella nel post-partita, poi “politicamente” riprese oggi, fanno pensare. Ti danno la giusta misura su ciò che il tecnico si aspettava ma che poi non è stato il calciomercato.
Mi giocherei 100 euro che le scelte del tecnico per questo mercato ricadessero su altri, anziché sui vari Sosa, Gomez, Pasalic.
Sono abbastanza convinto che i nomi proposti dall’allenatore fossero ben altri e dunque ritrovarsi con elementi non previsti abbia un po’ infastidito Vincenzo.

Il materiale, almeno fino a gennaio, è questo. Dunque Montella ha il dovere di farseli andare bene, con la speranza che col nuovo anno la musica in quanto a calciomercato cambi in fretta. Ma soprattutto che il closing avvenga davvero e tutto questo non diventi una mega stronzata utile solo a far perdere un’altra stagione a questo club ormai ai minimi storici in quanto qualità e prospettive.

Il Milan a Napoli ha giocato una buona partita. A tratti, come detto, ha avuto il controllo sul match, il che fa ben sperare. Dopotutto se riesci a fare un po’ la partita contro la squadra di Sarri non sei a terra in toto, ma dimostri di avere margini su cui lavorare. Dunque, lavorare!

di Pietro Riillo
@PietroRiillo